LA SPALLA: ARTICOLAZIONE DA PRESERVARE


Cosa non fare per evitare patologie a carico dell’articolazione scapolo-omerale 

Senza entrare nel merito anatomo-funzionale dell’articolazione scapolo-omerale, data la complessità dalle struttura, andiamo a sfatare due luoghi comuni riguardo a esercizi che non dovrebbero essere praticati. Pena, gravissimi rischi ad una articolazione cardine del nostro organismo.

Due esercizi sono altamente tramatici e destabilizzanti per la nostra spalla, anche se in fasi diverse del movimento:

  •  LENTO DIETRO AL MULTIPOWER (in fase di spinta)
  •  LAT MACHINE DIETRO (in fase di trazione).

 

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Soprattutto il secondo riscuote ancora ampio consenso sulla base della convinzione che effettuando esercizio con la barra dietro la nuca si ottenga un lavoro maggiore del muscolo GRANDE DORSALE rispetto alla variante con la presa larga frontale.

Questa teoria è falsissima! La Fisiologia Muscolare ci insegna che l’innervazione con cui il Gran Dorsale è stimolato dall’esercizio è unica, quindi eseguire in una seduta per il dorso diversi esercizi non ha lo scopo di modellare a nostro piacimento il muscolo (cosa assurda ed impossibile), ma semplicemente di fornirgli un maggior numero di stimoli diversificati in grado di garantirci un suo più completo rinforzo e una crscita più veloce.

Ma il cuore del problema è un altro. E’ proprio l’alto grado di lesività che questi esercizi hanno nei confronti dell’articolazione scapolo-omerale. Nella fase di abbassamento della barra dietro la nuca ci troviamo di fronte a questo:

  • il gomito si sposta di circa 10 cm dietro il corpo. E questo accade anche per la variante con presa avanti. Quindi nessun problema se fosse finita qui. – in conseguenza alla presa posteriore e la relativa posizione del tronco, il braccio si inclina, sempre rispetto al busto, di circa 20°-30°
  • Accade che l’INTRAROTAZIONE del braccio è di gran lunga maggiore e in fase concentrica (trazione o spinta): si innesca una COMPRESSIONE NOTEVOLE da parte della testa omerale contro la cavità articolare in cui alloggia ed in particolare sul cercine cartilagineo di contenimento dell’omero.
  • Allo stesso tempo si verifica uno SCHIACCIAMENTO (causa a lungo termine di infiammazioni) del tendine del muscolo sovraspinato contro l’acrominon clavicolare, causato sempre dall’iINSTABILITA’ della testa dell’omero.
  • In definitiva l’articolazione è soggetta a compressioni e instabilità in vari punti cruciali anche perché il muscolo deltoide non riesce a espletare al meglio in questa posizione articolare “estrema” al suo compito di stabilizzare l’articolazione scapolo omerale.

ATTENZIONE

Chi replica dicendo che le persone con una mobilità articolare particolarmente  buona e che non avvertono dolore al momento dell’esercizio possono tranquillamente eseguirlo “in sicurezza”. Niente di più falso. A lungo andare le ripercussioni saranno gravissime: altisimo rischio di contrarre a lungo o anche breve termine patologie invalidanti della spalla (ossee, cartilaginee, tendinee, legamentose, muscolari, nonché delle borse e delle sinovie articolari) le quali compromettono anche attività quotidiane come guidare, abbottonarsi una camicia, lavarsi i denti o usare forchetta e coltello!

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